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Luisella Romeo – Itinerari accessibili a Venezia

Nel 1963 Le Corbusier parla della città a misura d’uomo: “Venezia è stata costruita sull’acqua: è cinta dall’acqua. Venezia è l’avvenimento urbanistico più prodigioso che esista al mondo. Un miracolo. Venezia, senza ruote, è una città in cui i nervi rimangono indenni…”

Oggi a Venezia di fronte alle decine di migliaia di visitatori che attraversano ogni giorno piazza San Marco si possono mettere a dura prova i nervi anche senza l’uso delle ruote. Il turismo sempre più affrettato allontana il piacere della scoperta e del viaggio stesso. Ma Venezia rimane una città senza ruote, una città in forte dicotomia con le ruote: senza auto, senza bici, anche i trolley che rovinano i gradini dei ponti sono stati criticati.

Tra circa quattrocento ponti, rive e scalinate per raggiungere le barche, scale interne (anche a treccia), ripide scale esterne, Venezia è probabilmente la città con maggiori barriere architettoniche che ci si possa immaginare. Per chi visita Venezia e ha difficoltà motorie la città prodigio si può trasformare in un incubo. Sentimenti contrastanti, incoscienza, senso di inadeguatezza e frustrazione si avvicendano, spesso, temo, portando alla scelta di scartare Venezia dal proprio itinerario.

Ma per chi ha bisogno delle ruote per spostarsi, cosa offre questa città?

Di seguito vi propongo dieci itinerari accessibili che possiamo seguire utilizzando il trasporto pubblico, ossia i vaporetti (che applicano tariffe agevolate per chi usa la sedia a rotelle e per l’accompagnatore) e che non prevedono ingressi a pagamento:

1 Il Palazzo ducale
Su richiesta al personale si può usare l’ascensore e si raggiungono le sale del potere politico e delle più celebri magistrature dello Stato veneziano all’epoca dei Dogi. Se l’armeria e il ponte dei sospiri e le carceri rimangono non accessibili, l’appartamento del doge, la splendida sala delle Quattro Porte e gli spazi dove operavano il Collegio e il Senato, così come il Tribunale del Consiglio dei X e l’immensa sala del Maggior Consiglio sono invece visitabili.
Fermata vaporetto san marco vallaresso

 

sanmarco2 La Basilica di San Marco
Nata come cappella privata dei dogi veneziani, la basilica di San Marco è sicuramente il monumento più noto della città. Tramite un ingresso laterale dove con l’aiuto di pedane si raggiunge il nartece si possono già ammirare gli splendidi mosaici in oro e vetro della Genesi, del Diluvio universale e altre storie del Vecchio Testamento. Poi si accede all’altare della Madonna Nicopeia e da lì si visita il corpo principale della basilica con i suoi quasi 9,000 metri quadri di mosaici e le pareti inferiori ricoperti di antichi marmi. Un ascensore poi conduce ai matronei, dove sono esposti i quattro cavalli in bronzo portati a Venezia nel 1204 dai crociati dopo la conquista di Costantinopoli.

Fermata vaporetto san marco vallaresso

 

 

3 La chiesa di Santa Maria Gloriosa, detta dei Frari
Nel sestiere di San Polo i frari minori francescani ottennero il permesso di costruire una chiesa e il loro convento nel 1236 in un’epoca di grande crescita economica della città. Importanti famiglie ne finanziarono la costruzione, in particolare la famiglia Pesaro che commissionò i propri altari e monumenti funerari ai grandi maestri del Rinascimento e Barocco. Il grande coro ligneo è rimasto perfettamente conservato e incornicia l’altar maggiore da dove domina l’Assunta di Tiziano.

Fermata vaporetto san Tomà

riflessicanale4 La Scuola grande di San Rocco
Tra le grandi confraternite, quella di San Rocco riuscì a conservare l’arredo pittorico e scultoreo anche dopo la decisione di Napoleone di chiudere le Scuole nel 1807. Qui si può ammirare la grande impresa di Tintoretto che a momenti alterni collaborò con i confratelli: la sala del Capitolo e la sala dell’Albergo sono raggiungibili con un trasporto messo a disposizione dal museo e che ovvia alla grande scalinata di collegamento.

Fermata vaporetto san Tomà

 

5 I mercati di Rialto
Rialto era il centro del commercio e della finanza a Venezia. Gli antichi spazi ricostruiti dopo l’incendio del 1514 ben illustrano l’ampiezza degli scambi commerciali che qui avvenivano e le logiche imprenditoriali di uno Stato attento alle esigenze dei mercanti. Rialto al mattino tra martedì e sabato è oggi il principale mercato ortofrutticolo e del pesce della città, oltre che essere sede del Tribunale ordinario e di alcune botteghe di artigianato di eccellenza.

Fermata vaporetto Rialto mercato

 

6 Una passeggiata a Dorsoduro
Il sestiere di Dorsoduro fu interessato dal processo di pedonalizzazione perseguito dell’impero asburgico nella metà dell’Ottocento con il risultato che molti canali furono interrati. Recentemente è stato inserito nel percorso della Venice Marathon per cui alcune rampe sono poste sui ponti della riva delle Zattere. È quindi possibile fare più itinerari a seconda che si usi la fermata dell’Accademia o di San Basilio. Si possono vedere lo squero dove si costruiscono le gondole, il giardino di palazzo Zenobio, laboratori di maschere in cartapesta, artigiane che confezionano perle in vetro e molto altro, compreso il museo del Settecento veneziano (vedi l’itinerario di Ca’ Rezzonico).

Fermate San Basilio o Accademia

 

7 Il Museo del Settecento veneziano, Ca’ Rezzonico
Il museo del Settecento veneziano è un palazzo seicentesco progettato da Baldassarre Longhena e terminato da Giorgio Massari un secolo dopo su commissione della famiglia Rezzonico. Tra gli affreschi originali di Giambattista Tiepolo e di altri artisti dell’epoca si possono ammirare alcune tra le più significative testimonianze dell’epoca dell’illuminismo e del Carnevale: mobilio rococò, sculture di Andrea Brustolon, dipinti di Francesco Guardi, Pietro Longhi, Rosalba Carriera, gli affreschi della villa di Zianigo di Giandomenico Tiepolo e lampadari in vetro di Murano, specchi monumentali e ovviamente la meravigliosa sala da ballo.

Fermata di San Basilio

 

8 L’isola di Murano
vaporettoOriginariamente isola di ville e giardini dove crescevano piante esotiche provenienti dalle coste del Mediterraneo trasformata in isola di produzione del vetro dopo il 1291 per proteggere Venezia dagli incendi, Murano è un’isola dove si possono visitare il celebre Museo del Vetro e le collezioni dei secoli passati, la celeberrima chiesa di Santa Maria e San Donato con i suoi mosaici in marmo, vetro e oro e la scuola del vetro Abate Zanetti. Su prenotazione si possono visitare una o più fornaci del vetro per vedere la lavorazione.

 

 

9 Il campo dei Santi Giovanni e Paolo e la chiesa domenicana
Al limitare tra i due sestieri a nord di Venezia, Castello e Cannaregio, si trova uno dei campi più scenografici della città, dove si trasferirono i frati domenicani poco dopo la fondazione dell’ordine, appoggiati dal Doge Jacopo Tiepolo. La chiesa più grande di Venezia fu consacrata nel 1430 e divenne luogo di sepoltura di molti dogi veneziani e degli eroi dello Stato. Pochi anni dopo la consacrazione della chiesa, venne venduto il terreno circostante alla Scuola grande di San Marco che alla fine del quattrocento si dotò di una facciata marmorea ricca di colori e di effetti tridimensionali. Negli stessi anni venne collocato in campo il monumento equestre progettato da Verrocchio del condottiero mercenario al soldo della Repubblica, Bartolomeo Colleoni.

Fermata vaporetto Ospedale

 

10 L’isola di Burano
Dopo una mareggiata di qualche anno fa che ne danneggiò le fondamente (rive), la pedonabilità dell’isola di Burano è stata modificata rendendo l’isola percorribile per buona parte senza incontrare gradini o ponti inaccessibili. Isola di pescatori, dove si sviluppa l’arte del merletto e dove le case colorate attraggono l’interesse dei fotografi, Burano è un’isola con una sua storia singolare (penso anche ai bei quadri appesi alle pareti dei ristoranti storici) che permette di capire l’urbanistica di un’isola della laguna, la distribuzione degli spazi, l’assenza di confini tra spazi pubblici e privati.

Fermata vaporetto Burano

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Per prenotare una visita guidata, ecco i miei riferimenti:
Luisella Romeo
www.seevenice.it

 

 

Isabella Romeo

Autore: Luisella Romeo


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